people

Con Visitami la visita medica è anche a domicilio

Basta una app per trovare il medico che si desidera, dove si vuole, quando si vuole

Quattro giovani imprenditori si sono posti il proposito di offrire in ogni istante un aiuto concreto per la propria salute e quella dei propri cari.

 

L’idea è nata nei primi mesi del 2016 da 4 giovani imprenditori che si sono posti il proposito di offrire in ogni istante un aiuto concreto per la propria salute e quella dei propri cari. Grazie a Visitami è infatti possibile trovare e prenotare in modo molto semplice una visita medica nelle vicinanze (ma anche specialistica o veterinaria), anche a domicilio, direttamente dal proprio smartphone, 24 ore su 24.

Roberto Cagnazzi, co-fondatore e amministratore delegato di Visitami, ha risposto a qualche nostra domanda per raccontarci di più sulla sua startup innovativa.

 

Ci racconti in un tweet cos’è Visitami?

 

Visitami è la prima piattaforma web e mobile in Italia che permette di reperire medici e paramedici per visite immediate.

 

Com’è nata l’idea?

 

Visitami è nata dall’idea di Emanuele, medico di medicina generale, durante le sue prime esperienze lavorative. In Italia la sanità privata è in continua crescita e affianca sempre di più quella pubblica sopperendo alle sue mancanze o debolezze, e in questa ottica Visitami è concepita come la risposta al problema.

 

Come si è sviluppata nel tempo Visitami?

 

I primi mesi li abbiamo impiegati a definire sulla carta il progetto insieme ad Alessandro C., dottorando in Bocconi ed esperto di startup. Successivamente ci siamo dedicati ad un anno di sviluppo della piattaforma grazie al prezioso lavoro di Alessandro S., ingegnere informatico, e la mia collaborazione: io ricopro il ruolo di amministratore e “tuttofare” della società. Nella prima metà del 2016 abbiamo realizzato un primo test su Milano, poi il lancio ufficiale nella seconda metà dello stesso anno.

 

Attualmente, in che fase della startup vi trovate?

 

Ancora oggi, sebbene siano passati quasi due anni e sia stata avviata l’espansione del servizio a Roma come in altre province minori con la collaborazione di Confartigianato, consideriamo la nostra startup ancora in fase di lancio. Il progetto infatti è molto vasto, comprende non solo la parte della sanità privata a livello del singolo professionista, ma anche dei gestionali, ovvero software destinati a poliambulatori e a medici di famiglia, realizzati affinché tutti questi professionisti sanitari possano confluire tramite differenti canali sulla stessa unica piattaforma: in questo modo possono risultare visibili e prenotabili dai pazienti secondo le diverse esigenze.

Raccontaci del team, come affrontate la vostra routine?

 

Il team è composto da soli 4 membri, sempre gli stessi fin dal primo giorno. Comporta qualche complessità data dalla scelta di realizzare e curare internamente e senza delegare a terzi ogni parte del lavoro: dallo sviluppo software alla sponsorizzazione online, dalla creazione del network di professionisti al supporto e la gestione dei pazienti, poliambulatori, segretarie di studi e tanto tanto altro ancora.

Tutti continuiamo parallelamente il percorso di vita precedente a Visitami, ognuno con il proprio lavoro/programma di studio. Di fatto abbiamo una doppia vita, dove la startup porta via spesso intere giornate e settimane alla nostra routine. Ciò nonostante, ci sono giorni che danno grandi soddisfazioni e che ripagano tutti gli sforzi (come anche giorni in cui le difficoltà e i limiti del mondo “vero” rendono tutto più faticoso).

 

Visitami ha dei competitor? Se sì, in che modo vi differenziate?

 

Al momento siamo sicuramente tra le realtà più giovani in questo settore in cui ci sono competitor attivi già da qualche anno. Tuttavia è considerabile come un business ancora acerbo e soprattutto relegato alla realtà delle città maggiori. Ecco perché ci impegniamo molto nell’aumentare al massimo il ventaglio dei servizi offerti e spingiamo molto sull’innovazione del prodotto: vogliamo che sia unico, distinguibile dagli altri e che punti ad un pubblico quanto più ampio possibile.

 

Quale motivo vi ha spinto ad inviare la candidatura a Grant4Apps Italy?

 

La candidatura a Grant4Apps è stata inviata con l’idea di partecipare ad un contest che innanzitutto sentivamo coerente con il nostro business ma anche con il proposito di conoscere altre startup con cui relazionarci e interagire con gli stessi organizzatori del contest. In questo senso abbiamo centrato in pieno il nostro obiettivo e abbiamo portato a casa contatti che si riveleranno sicuramente utili. La proposta avanzata per il contest era finalizzata allo sviluppo di una parte di software da destinare al mondo degli informatori scientifici che lavorano per Bayer, come con le case farmaceutiche. Considerando che questi operano a stretto contatto con i medici, con Visitami possiamo provare a migliorare il modo in cui vengono gestiti gli appuntamenti tra le due parti, gestendo di fatto le agende dei professionisti iscritti sulla nostra piattaforma.

Realizzeremo di sicuro quanto proposto, inserendolo in una scaletta di futuri sviluppi che è in costante aggiornamento.

 

I prossimi passi quindi quali saranno?

 

A breve aumenteremo il nostro investimento pubblicitario, grazie soprattutto alla possibilità fornitaci direttamente dal team italiano di Google Adwords. Siamo stati selezionati insieme ad un’altra decina di startup per un progetto sperimentale per l’Italia ma già presente all’estero: consiste in un programma accelerato e assistito dagli stessi del team di Google per il perfezionamento e potenziamento delle campagne pubblicitarie su Adwords.

 

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe intraprendere un percorso come il tuo?

 

A chi ha un progetto o un’idea e sogna di realizzarla, posso dire a titolo personale che la nostra esperienza è stata ad oggi molto stimolante, permettendo ad ognuno del team di imparare tantissimo. Se si è disposti a mettersi in gioco, a cimentarsi con le tante situazioni nuove che sicuramente coglieranno impreparati, se si ha la pazienza di non arrendersi alle prime inevitabili difficoltà, allora probabilmente si avrà la possibilità di scoprire talenti inaspettati.

A questo punto, all’interno di un team si delineeranno in maniera quasi naturale i ruoli e le responsabilità: con un pizzico di fortuna ci si renderà conto quasi all’improvviso di essere a tutti gli effetti una piccola società, e ci si potrà augurare di avere un grande futuro.