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Indigo.Ai: un chatbot su misura per le imprese

Una piattaforma di intelligenza artificiale che automatizza la comunicazione in chat con i propri clienti

Sono nati a settembre 2016, ma già dall’inizio del 2017 sono presenti sul mercato dichiarando contratti importanti con realtà di varie industry. Stiamo parlando dell’interessante realtà di Indigo.Ai, la startup italiana che si occupa di chatbot, ovvero una tipologia di app conversazionali utili per dare risposte rapide puntuali agli utenti smaltendo così le richieste che i servizi di customer care non potrebbero gestire prontamente.

 

Ci siamo fatti raccontare da Gianluca Maruzzella, co-fondatore di Indigo.Ai, la nascita e la storia di questa giovane startup.

 

Ci racconti brevemente cos’è Indigo.Ai?

 

Indigo.Ai è una piattaforma di intelligenza artificiale che permette alle aziende di automatizzare le conversazioni in chat con i propri clienti.

 

Come è nata l’idea di questa startup?


Subito dopo la laurea ho iniziato a lavorare come consulente in una società specializzata in marketing e strategia d’impresa. Grazie a quell’esperienza ho potuto comprendere quanto sia difficile, per qualsiasi azienda, comunicare con i propri clienti. È strano pensare che ogni business possieda una pagina Facebook ma che – quando provi a contattare l’azienda in chat – dall’altra parte non ci sia quasi mai nessuno pronto a rispondere!

La passione per la tecnologia che accomuna me e i miei amici (che sono poi diventati miei soci) ci ha posti di fronte alla sfida di risolvere questa complessità nella comunicazione. Proprio in quel periodo, Facebook annunciava durante l’F8 la possibilità di sviluppare chatbot su Messenger. Unendo i puntini è nata Indigo Ai.

 

Quando avete deciso di intraprendere questa avventura?

 

Il momento decisivo si è verificato quando siamo stati selezionati tra oltre 600 start up candidate per partecipare al programma di accelerazione presso H-Farm, il più grande incubatore di imprese in Italia. Lì, abbiamo capito che stavamo costruendo qualcosa di bello e importante.

 

Quali persone lavorano in questa start up?

 

A Indigo.Ai lavorano i cinque founder: Marco Falcone e Francesco Bassi si occupano della definizione dell'apparato informatico, degli applicativi necessari a far funzionare correttamente gli assistenti virtuali e dello sviluppo della piattaforma; Enrico Bertino, data scientist, si occupa della realizzazione del framework atto alla comprensione e elaborazione del linguaggio naturale; Andrea Tangredi, infine, si occupa di grafica e della progettazione delle interazioni tra utenti e chatbot.

 

Com'è lavorare insieme?

 

Veramente fantastico! Ancora prima di essere colleghi o soci, siamo amici e questo è un degli aspetti più belli del lavorare insieme in una startup.

 

Che cosa offrite al mercato, oggi?

 

Indigo.Ai sviluppa chatbot intelligenti e white label per le aziende.

Ci tengo a sottolineare che il chatbot - definibile semplicisticamente come un account di messaggistica aziendale - rappresenta in realtà solo l'interfaccia del nostro prodotto. Ciò che conferisce valore all'esperienza vissuta dall'utente è, infatti, la capacità del chatbot di riuscire a comprendere le sue richieste e di colloquiare insieme tramite il linguaggio naturale. La potenza del nostro prodotto, quindi, risiede nel nostro framework di intelligenza artificiale (abilitante per il Natural Language Processing) con il quale intendiamo aiutare le aziende ad instaurare una conversazione con gli utenti, allo stesso tempo proponendo dei costi sostenibili all’azienda e collezionando importanti metriche ed insights su tali utenti.

 

In quale modo Indigo.Ai aiuta le aziende?

 

Utilizzando chatbot e machine learning, Indigo.Ai permette al business di comunicare con i propri clienti in modo immediato, personalizzato ed efficiente. In particolare, le aziende saranno in grado di:

  • supportare la clientela, rispondendo in chat a qualsiasi richiesta di assistenza da parte degli utenti automaticamente e in real time – ovunque essi si trovino e a qualunque ora;
  • semplificare l’esperienza d’acquisto, permettendo agli utenti di richiedere prodotti e servizi via chat con la stessa semplicità con la quale scriverebbero ad un amico;
  • ingaggiare la propria audience, creando conversazioni private e personalizzate con i clienti ed inviando automaticamente contenuti di interesse nel tempo.

 

Come mai avete scelto quest’ambito?

 

Il nostro obiettivo è quello di permettere agli utenti di interagire con le aziende via chat in tutta tranquillità, senza dover scaricare un’app, familiarizzare con una nuova interfaccia o fare periodicamente nuovi aggiornamenti che richiedono spazio sul telefono e consumano dati. La scelta di puntare sui chatbot è stata abbastanza naturale.

 

Per chi è stato pensato Indigo.Ai?

 

Al momento, circa 60 milioni di aziende (TAM) utilizzano una pagina Facebook (fonte: https://goo.gl/nXQkoD) e la crescita annua di questo dato è del 33%. Tra queste, 1 milione (SAM) si trova in Italia. I servizi messi a disposizione da Indigo.Ai sono stati progettati per essere accessibili e utilizzabili da qualsiasi business, grande o piccolo, che possieda una pagina Facebook. Per ognuno di loro, i nostri chatbot rappresentano una soluzione interessante per migliorare la comunicazione con i propri clienti.

 

Come è cambiata la start up nel tempo?

 

Dall’inizio della nostra avventura siamo cresciuti davvero molto, sia in termini numerici che in consapevolezza: stiamo facendo qualcosa di bello e importante, e i risultati che stiamo ottenendo ce lo confermano. Solo nell’ultimo periodo, siamo stati intervistati da Il Sole 24 Ore, siamo stati selezionati da VentureBeat tra le start up che compongono lo European Bots Landscape e abbiamo vinto la Chatbot Challenge organizzata da Digital Magics con Bricoman.

 

Il team di lavoro è sempre rimasto lo stesso dalla nascita della start up?

 

No, ci siamo espansi! Stiamo crescendo sempre più velocemente e – negli ultimi tempi - hanno iniziato a collaborare con noi un business developer, una designer e una data scientist.


 

Avete avuto modo di testare i vostri servizi? 

 

Certamente! Siamo già operativi sul mercato e commercializziamo la nostra idea. L’ultimo dei nostri chatbot ad andare live è stato quello di Maxì Supemercati (una catena veneta di 140 punti vendita). L'obiettivo di questo assistente virtuale (che è possibile testare a questo link) è quello di fornire informazioni sui prodotti in offerta, sui punti vendita e sui servizi presenti in negozio in maniera instantanea rispetto alle richieste degli utenti.

 

Ci sono dei competitors nel vostro mercato? Se sì, in che modo vi differenziate da loro?

 

In Italia, lo scenario competitivo è alquanto affollato. Ci siamo confrontati con tutti i nostri diretti competitors durante la Chatbot Challenge organizzata da Digital Magics per Bricoman e siamo riusciti a vincere la competizione! (fonte: Startupitalia! - https://goo.gl/0RbIFP). Ci differenziamo dagli altri grazie ad un framework proprietario di UX design e a un insieme di tecnologie proprietarie destinate all’elaborazione del linguaggio naturale (NLP).

Nello specifico, per NLP si intende il processo di trattamento automatico delle informazioni scritte dall’utente in chat in una lingua naturale. Al momento, Indigo.Ai si propone come una delle realtà più avanzate nella ricerca (ad esempio, siamo stati invitati come speaker ad uno degli eventi più importanti sull’intelligenza artificiale mai tenutosi in Italia: https://goo.gl/eXYFfe).

 

Quanto è diffuso l'utilizzo del vostro servizio, al momento?

 

Stiamo lavorando in varie industry: dal settore farmaceutico al retail, dalla GDO all’editoria. La nostra tecnologia, trattandosi di elaborazione del linguaggio, è veramente orizzontale. Ogni volta che un’azienda desidera migliorare la propria comunicazione con i clienti a costi sostenibili, Indigo.Ai può rappresentare la soluzione. Per questo motivo, abbiamo prospettive di diffusione veramente importanti.

 

Come pensate di evolvere in un futuro prossimo?

 

Al momento, per ogni cliente, la realizzazione e personalizzazione di un chatbot richiede circa 3 settimane. Per ridurre maggiormente questo tempo, il nostro obiettivo (che è anche ciò su cui stiamo lavorando al momento) è il completamento della piattaforma che ci permetta di automatizzare la maggior parte delle attività, rendendole self-service.

 

Perchè avete inviato la candidatura a grant4apps?

 

Perché grant4apps può rappresentare una bella vetrina e una fantastica opportunità di confronto. In particolare, abbiamo realizzato un assistente virtuale che permette a chiunque di chiedere informazioni e di rimanere aggiornato su tematiche di salute e benessere: non potevamo proprio lasciarci sfuggire la possibilità di partecipare a grant4apps!


 

Un consiglio per gli altri startupper?

 

Cercare sempre il confronto e mai dare nulla per scontato: per ogni decisione che si prende, verificarne sempre le ipotesi. Per fare questo è fondamentale “uscire dall’ufficio” e parlare con quante più persone possibili. Non esiste niente di più salutare del confronto: si tratta del modo migliore per acquisire conoscenza e ridurre il rischio di fare impresa.

 

La cosa più importante che hai imparato dalla tua esperienza attuale e che vorresti condividere con chi ti leggerà?

 

L’execution conta più di qualsiasi altra cosa: avere una buona idea senza essere in grado di realizzarla equivale a non averla affatto. Il team, pertanto, è ciò che determina il successo o meno di un’iniziativa imprenditoriale. Con Indigo.Ai sono stato estremamente fortunato: con me lavorano delle persone davvero fantastiche.